1° fase valutazione e diagnosi

1° FASE: VALUTAZIONE E DIAGNOSI. Nel quadro delle cinque fasi nelle quali si articola il percorso, la prima è quella più delicata, ed è dedicata allo studio ed alla valutazione della patologia. Il paziente viene visitato da uno specialista con lo scopo di fare una chiara e precisa diagnosi clinica in modo da stilare poi un programma terapeutico altrettanto mirato e personalizzato; molto spesso, infatti, gli insuccessi terapeutici nascono da una frettolosa e non corretta diagnosi clinica e da un'inevitabile e approssimativa terapia. Pertanto è necessaria sempre UNA PRECISA DIAGNOSI CLINICA: dov’è il problema, qual è la zona interessata, quali sono le cose da fare per risolvere il dolore.

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2° fase controllo del dolore e della reazione infiammatoria

Questa fase è la prima fase di terapia vera e propria, ed è dedita alla risoluzione della sintomatologia dolorosa. Attraverso l’applicazione di energie fisiche, che sviluppano o sottraggono calore, piuttosto che stimolare od inibibire certe terminazioni nervose (Trigger Point) mediante l’utilizzo in maniera controllata dell’energia elettrica, si vuole esplicare la RIMOZIONE DELLA SINTOMATOLOGIA DOLOROSA E DELLA REAZIONE INFIAMMATORIA, creando una sorta di rilassamento muscolo-scheletrico del rachide.

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3° fase recupero della mobilità e dello spazio intervertebrale

L’obiettivo di questa fase è quello di raggiungere una più completa mobilità della colonna vertebrale, ripristinando una più ampia gamma di movimento senza dolore. Infatti, avvalendosi della manualità, dell’esperienza dell’operatore e delle attrezzature a disposizione, l’intervento non deve essere troppo aggressivo, per non rischiare l’aumento del quadro infiammatorio, ne troppo prudente per non vanificare l’intervento. In pratica mediante microallungamenti-stiramenti della colonna vertebrale si esercita una decompressione dei metameri vertebrali interessati con l’effetto di una importante RIDUZIONE DELLA PRESSIONE INTERNA DEL DISCO E CONSEGUENTE RIDUZIONE DELLA COMPRESSIONE sulle strutture vitali della colonna vertebrale con reidratazione del disco intervertebrale.

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4° fase terapia manuale

L’obiettivo in questa fase è volto al recupero "remise a place" delle singole vertebre o dei gruppi di vertebre che sono andati in dispersione (fuori posto!) e che svolgono un cattivo lavoro biomeccanico rispetto agli altri gruppi vertebrali ne hanno alterato la funzione, provocando il problema. Ogni vertebra che per le cause sopra esposte si trova a lavorare secondo dei piani di movimento non corretti, produce stiramento e infiammazione sui tendini e sui muscoli intrinseci della colonna vertebrale, compressione discale con conseguente erniazione e disturbi vascolari e/o nervosi che producono mal di schiena. Pertanto con l’aiuto di mani esperte si riportano le vertebre in una posizione più corretta, si riducono alcuni tipi di ernie discali e si decoattano le faccette atricolari riducendo in questo modo la causa meccanica che poi è la causa del problema.

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5° fase le 7 regole d'oro

Questa ultima fase è dedicata ai consigli su come evitare stress meccanici sulla colonna vertebrale in particolare sul tratto curato. Viene spiegata l’importanza di effettuare esercizi specifici e anche su cosa fare o non fare sia in caso di acuzie del dolore, sia in caso dei normali movimenti della vita quotidiana. Questa fase stabilisce un netto collegamento con le fasi precedenti, facendo da collante a tutto il percorso terapeutico. Viene consegnata una scheda con esercizi consigliati per il singolo caso e vengono fatti eseguire alcuni esercizi per il miglioramento della postura.

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